UNIRSM Design Workshop WORKSHOP AUTUNNALI TRACCE ERRANTI

Docente

Emilio Macchia e Erica Preli — eee studio

Il workshop propone un’indagine progettuale sull’attuale rappresentazione della costa adriatica e, in particolare, della città di Rimini, mettendola in relazione con il lavoro di Federico Fellini. Attraverso pratiche di raccolta e interpretazione di immagini e parole, lə partecipanti realizzeranno un poster, utilizzando analisi e sperimentazione, lasciando spazio al gioco, all’assurdo e all’imprevisto. Una specifica texture che può avere una forte valenza espressiva e funzionale. Può far nascere idee, può richiamare specifici oggetti o significati.

Docente

Edo Massa

Attraverso un antico rituale ormai quasi scomparso, che discende dalla dea etrusca Voltumna e sviluppato poi in piccole comunità fluviali del centro Italia, indagheremo cosa vuol dire un territorio attraversato dal fiume: patrimonio umano e non umano che si sposta. Un esperimento magico-propiziatorio sul fiume Marecchia, in cui l’osservazione dell’acqua mostrerà come ci si deve comportare quando ci si trova in situazioni pericolose, come scorrerci e arrivare alla fine. Un rituale e una diversa interpretazione dell’acqua per dare lo spunto alla creazione di una storia illustrata. Affronteremo i temi principali dell’illustrare una storia: il tono, il ritmo, l’individuazione dei caratteri salienti e anche tecniche di narrazione come lo Scribing. 

Docente

Giacomo Covacich e Andrea Codolo — bruno

Una collana è raramente un libro solo. È un formato che ritorna, una regola che tiene insieme titoli diversi, una forma di conoscenza costruita nel tempo da molte mani. Il workshop parte da qui, da una domanda apparentemente semplice: come nasce una collana editoriale?
L’obiettivo è la realizzazione di un piccolo volume, inteso come manuale e strumento di ricerca per la costruzione di una collana dedicata al Forum internazionale sulla sostenibilità della cultura. Non un prodotto chiuso, ma un dispositivo aperto: una raccolta ragionata di riferimenti, casi studio, formati e possibilità, capace di mettere in dialogo la specificità di questa collana possibile con uno sguardo più ampio sul mondo delle collane nell’editoria contemporanea. 

Docente

Giacomo Covacich e Andrea Codolo — bruno

Un laboratorio ibrido di performance e arte relazionale che, a partire da una selezione di task provenienti dell’almanacco Wicked Arts Assignments di Melissa Bremmer, Emiel Heijnen e Folkert Haanstra, propone una metodologia pratica per la costruzione di un dispositivo performativo attraverso esercizi di immaginazione speculativa, scrittura, performance e pratiche di arte partecipativa. 
Il laboratorio prende come caso- studio la figura del Conte di Cagliostro e le molteplici narrazioni e verità indotte che circondano la sua morte presso la Fortezza di San Leo. Attraverso l’analisi di archivi storici e il confronto con l’immaginario televisivo, cinematografico e fumettistico che ha continuamente reinventato il personaggio, i partecipanti saranno invitati a interrogare il rapporto tra documento e finzione, tra verità istituzionale e leggenda, elaborando una drammaturgia collettiva e situata capace di mettere in crisi l’autorità dell’archivio. 
L’obiettivo è produrre una contro-narrazione che emerga dalla frizione tra fonti ufficiali, fake news, miti popolari e immaginari della cultura di massa, trasformando il design e la performance in strumenti di ricerca critica.

Docente

Marianna Gatta e Massimo Zomparelli — Ultravioletto

Facendosi strumento tangibile della filosofia animista, l’interaction design rivela la forza vitale già insita negli oggetti inanimati. Così, la materia inorganica del paesaggio acquisisce una propria agentività e comunica la propria memoria latente: pietre millenarie prendono vita; venature calcaree, dirupi erbosi, stratificazioni, diventano soggetti attivi da indagare e ‘trasmutare’ attraverso la tecnologia.  
Seguendo le trasformazioni di un esperimento alchemico, il percorso del workshop guiderà le partecipanti e i partecipanti dalla decomposizione della materia grezza, alla purificazione dei segnali sonori e visivi, fino alla sintesi finale dell’interfaccia sensibile. Secondo il concetto di ‘materia vibrante’ di Jane Bennett, gli elementi geologici influenzano l’ambiente circostante, creando una rete di energie che decentra l’essere umano. In questo contesto, i sensori diventano interpreti di un animismo mediale capace di rompere la dicotomia tra oggetti inorganici e soggetti vivi.  
Ispirandosi alla ‘costruzione di parentele’ di Donna Haraway, il laboratorio mappa le tracce interspecie condivise, usando l’interaction design per esplorare le reti di relazione profonda con il territorio.

Docente

Lorenzo Malloni e Valentina Vallorani

Ἀνεμο (vento) –πία (parola). Anemopia è una pratica in sei giornate di costruzione e narrazione corale. Partendo da un’impostazione laboratoriale di autocostruzione di aquiloni Eteria, si sporge oltre la pratica progettuale e costruttiva stessa per andare a cercare storie di terre appenniniche da raccontare in cielo.
Una mistura di tecniche performative e grafiche tradurrà indagini narrative in segni visibili, portati in quota dagli aquiloni nel loro moto aereo ascendente.
Le Eteria sono una specie immaginaria di creature aeree, inorganiche, alimentate dal vento e connesse al corpo umano. Si muovono e si alimentano posizionandosi all’intersezione tra il moto muscolare di chi ne tira le briglie e il flusso dinamico dei venti.
Le Eteria aprono un dialogo tra essere umano e vento. La relazione che si instaura tra corpo umano e il corpo dell’Eteria è di reciproco sostentamento, di continua mediazione e osservazione.
L’approccio progettuale del workshop si baserà sul Codice degli Assemblati, una metodologia costruttiva che indaga possibilità di accessibilità e riappropriazione di tecniche e tecnologie come strumento di empowerment e auto organizzazione.
Il codice si fonda su una sintassi strutturale rigorosa, in cui gli elementi possono essere combinati secondo una vasta gamma di schemi semplificati. Avvalendosi di un sistema di trasmissione peer-to-peer il Codice ammette appropriazione dal singolo progettista e miglioramenti condivisi, in un continuo processo evolutivo.

Docente

Andrea Cero e Francesco Mancuso

Nel 2025 da un incontro visionario tra inventori, progettisti, imprenditori e produttori dell’Europa centrale, nasce LadeAlm, un progetto sperimentale di Stazione autonoma di ricarica per micro-veicoli elettrici.
Il Centro di ricerca in Design dell’Università di San Marino con lo studio Miquadra ne innova il design, rendendolo adattabile non solo a contesti urbani, ma anche a quelli naturali. La stazione viene testata con successo nella regione di Vyssi Brod in Cechia e nella valle Zillertal in Austria. Da settembre 2026 una nuova Stazione pilota sbarcherà a San Marino! Non si tratta però di un semplice “contenitore tecnico“ appoggiato in un parcheggio, ma un vero e proprio organismo flessibile e rinnovabile sia dal punto di vista funzionale, che comunicativo, capace di valorizzare lo spazio pubblico, nel quale si insedia, relazionandosi con la comunità residente e offrendo servizi e beni comuni anche alle comunità di visitatori.
Quali nuove funzioni potrebbe ospitare in città?
Quali nella natura?
Quali abiti potrebbe indossare?
A chi si potrà rivolgere oltre ad amatori e cultori del ciclismo sostenibile?