UNIRSM Design Persone Angelo Micheli

Angelo Micheli

Docente a contratto

Orario di ricevimento

A fine orario di lezione

Profilo biografico

Nato il 20 aprile 1959 a Crotta D’Adda Cremona, si è diplomato in Industrial Design al Politecnico di Design a Milano nel 1984 e si laurea in architettura a Milano nel 1985. Nel 1986 ha fatto parte del gruppo I Nuovi 12 Memphis e nel 1986 è stato fra i fondatori del gruppo Solid. Dal 1988 al 1998 è partner dello Studio De Lucchi. La sua attività prosegue con la collaborazione con Michele De Lucchi e si amplifica con progetti di ricerca personale. In questi anni di attività ha avuto riconoscimenti e menzioni professionali per il Compasso d’Oro 2004, IF design award 2005, Pratum Magnum 2005 Comune di Monza, Design Index 2009, Good Design Award 2009 Chicago, selezionato per il XXII Premio Compasso d’Oro 2011. Durante i suoi anni di attività ha presentato in mostre le sue opere presso gallerie d’arte e musei, Galleria Marconi, Milano, Galerie Ives gastou, Parigi, Palazzo della Triennale, Milano, Steel Case Design Partnership, New York, Centre Pompidou, Parigi, Seibu, Giappone, Grand Palais, Paris, Palazzo Lateranense, Roma, Biennale di Venezia, Venezia, Ministero degli Affari Esteri, La Farnesina, Roma, Palazzo Fava (Genus Bononiae, Musei della Città), Bologna e altri. Docente all’Istituto Europeo di Design di Milano per alcuni anni e dal 2000 allo IUAV, Istituto Universitario di Architettura di Venezia e allo IUAV San Marino (Repubblica di San Marino) dal 2011.

Interessi di ricerca

Attualmente sta svolgendo una ricerca dal titolo

“COLTIVARE, ACCUMULARE (BABILONIA)”

La crisi dell’industria non è una crisi di come produrre o di come ridurre i costi di produzione dei prodotti ma è una crisi di cosa produrre. Quali oggetti sono oggi utili, quali oggetti sono oggi necessari per un uso psicologico del benessere. La quantità come la qualità non sono più necessari per sbloccare la voglia di cambiamento. Il product design non si deve adeguare alla crisi ma deve trovare la logica del progetto, progettare per il cambiamento. La fusione delle razze e il loro continuo percorrere le Nazioni per cercare le novità e golosità di nuove esperienze, mi fa venire la voglia di progettare e realizzare oggetti che sono l’accumulo di tutto ciò che circonda la nostra percezione, una somma di linee che si  sovrappongono e che con le loro diverse forme e colori interpretano il continuo flusso di idee e il continuo movimento di persone in cerca di altre persone per dare vita a nuove Comunità, città e anche oggetti di consumo. Come le città anche il design dovrà coltivare la  sovrapposizione di linee e colori delle popolazioni, gli attuali oggetti prenderanno forma dall’insieme delle forme che sono presenti negli oggetti delle diverse razze. L’industrial design dovrà saper scegliere cosa di più significativo si produce nel mondo come componenti per essere fra di loro assemblati per ottenere un nuovo modo di costruire. In questi oggetti si dovranno leggere i singoli “stili” appartenenti alle varie popolazioni, sono oggetti senza confine e progettati da tutti.