Corso di Laurea Triennale in Design
Docente
Maddalena Selvini
Collaboratore
Riccardo Cenedella
Prerequisiti
Il corso non prevede prerequisiti, poiché tutti gli esseri umani sono, in fondo, designer: gran parte delle nostre azioni consiste infatti nel progettare. Come afferma Victor Papanek, “il design è il fondamento di ogni attività umana: è il modo in cui pianifichiamo e strutturiamo le nostre azioni per raggiungere un obiettivo desiderato e prevedibile. Separare il design dal resto dell’esperienza umana significa negarne la natura più profonda, poiché esso costituisce la matrice stessa della vita quotidiana. Progettare significa anche organizzare un cassetto, curare un dente dolorante, preparare una torta o educare un bambino” (Papanek, 1971).
Per Papanek, e per molti altri pensatori, essere un buon designer richiede innanzitutto un atteggiamento spontaneo e critico. Solo mettendo in discussione abitudini e standard dati per scontati è possibile decostruire la visione del mondo interiorizzata e aprirsi a nuove possibilità di significato, forma e funzione.
L’unico requisito richiesto è quindi la disponibilità ad accogliere, in modo spontaneo ma sempre consapevole e proattivo, ciò che la collaborazione tra mente e mani è in grado di generare.
Obiettivi
L’insegnamento si propone, come risultato finale, l’apprendimento delle regole di base della metodologia progettuale, lo sviluppo della capacità di osservazione critica e di analisi, il superamento di schemi e preconcetti, la spinta alla sperimentazione, l’attitudine alla collaborazione e la capacità di lavorare sia individualmente sia in gruppo, nonché le competenze di documentazione, presentazione e manualità. Tutti questi aspetti, insieme agli strumenti di base della progettazione concettuale e della sintesi, dovranno essere progressivamente assimilati e compresi dagli studenti.
Il corso sarà prevalentemente pratico, con un forte focus sull’esperienza diretta e sulla sperimentazione. Tuttavia, spesso i partecipanti saranno invitati ad approfondire le proprie conoscenze leggendo o ascoltando gli scritti e le riflessioni di autori e pensatori fondamentali nel campo del design e della progettazione. Tra questi, figure come Anni Albers, Victor Papanek, Ettore Sottsass, Bernard Rudofsky, Yona Friedman, Peter Zumthor, Bruno Munari e molti altri.
Descrizione
Inizieremo il corso con una serie di esercizi pensati per allenare il nostro atteggiamento osservativo e stimolare la ricerca di “forme di design spontaneo”. Questi esercizi ci guideranno a guardare il mondo con occhi nuovi, al di fuori delle convenzioni quotidiane. Alterneremo momenti di lavoro di gruppo a momenti più intimi e solitari, durante i quali ognuno avrà la possibilità di esplorare e sviluppare le proprie idee in autonomia. Creeremo insieme un archivio di riferimenti, un punto di partenza dal quale attingere per lo sviluppo del nostro progetto finale (che non dovrà essere per forza un prodotto finito). Questo processo ci permetterà di conoscerci meglio e, al contempo, di capire quanto le intuizioni dei nostri compagni siano fondamentali per la crescita di tutti. Poiché viviamo in un mondo condiviso, la collaborazione e il dialogo sono essenziali per il raggiungimento di un obiettivo comune. La seconda parte del corso sarà focalizzata su un materiale specifico: il feltro.
Il feltro (ovvero fibre animali compattate in una superficie densa ed omogenea grazie all’uso di pressione e calore) è considerato il primo materiale prodotto per mano dell’uomo e, nonostante la sua incredibile versatilità, dall’epoca industrializzata è diventato un materiale poco indagato e spesso considerato obsoleto. Il feltro derivando dal manto protettivo animale, mantiene le sue naturali caratteristiche isolanti, di impermeabilità e stabilità, a cui si aggiunge una maggiore compattezza e versatilità, tanto che può essere utilizzato negli ambiti più disparati. Durante la rivoluzione industriale il miglioramento delle tecnologie produttive si accompagna alla perdita delle caratteristiche del lavoro artigianale, più adatto allo sfruttamento delle proprietà uniche di ciascun materiale, uniformando così la sua lavorazione a quella degli altri tessuti che in seguito, per essere formati, vengono tagliati e cuciti.
Capiremo così che la lana quando viene manipolata per diventare feltro è molto più simile ad un materiale scultoreo come l’argilla, rispetto ad un materiale tessuto come può essere il cotone. Verso la metà del corso verrà suggerito un brief che aiuterà gli studenti a definire un progetto personale.
Modalità di esame
L’esame consisterà in un allestimento collettivo, ognuno con la propria campionatura, disegni e tavole finali e ognuno avra circa 15 minuti per presentare quanto sviluppato durante il semestre. La classe potrebbe essere divisa in due allestimenti per permettere agli studenti di ascoltare e partecipare attivamente all’esposizione di ognuno. Al voto finale concorre la valutazione delle esercitazioni elaborate e consegnate durante il semestre.
Bibliografia
Jasper Morrison- “The good life”.
Tim Ingold – “Making”.
Alix Arto, Emma Casella & Yihan Zhang -“Herding wool, focus on felt”.
Victor Papanek – “Design for the real world”.
Bernard Rudofsky – “Architecture without architects”.
Roland Barthes_ “La chambre claire”.
Richard Sennet_ “The craftsman”.
Bruno Munari_ “Good Design”, “Fantasia”, “ricerca della comodità di una poltrona scomoda” “da cosa nasce cosa”.
Vilem Flusser_ “The shape of things, a philosophy of design”.
Phaidon, “Journeys with Giulio Ridolfo, Materialising colour”.
Joself Albers_ “The art of color”.
Julia Watson_ “Lo-Tek Design by radical indigenism”.
Yona Friedman_ “The dilution of architecture”.
Rachel Carson_ “Silent spring”.
Batia Suter_ “Parallel encyclopedia”.
Peter Zumthor_ “Atmoshpere”.
W. McDonough e M. Braungart_ “Cradle to Cradle”.
Franco Clivio, Hans Hansen, Pierre Mandell_ “Hidden Forms”.
Katrin Trautwein_ “128 Colors”.